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Pignoramento e nuove leggi: il 2023 avrà nuove disposizioni sul tema

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Il pignoramento scatta in determinati casi verso il debitore: ecco come cambieranno le regole del pignoramento nel 2022.

Il pignoramento viene eseguito dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione quando entra in gioco un debito contratto tramite atto esecutivo.

La fase di pignoramento riguarda la riscossione di un debito in estremo, prelevando oggetti o soldi a colui che ha il debito in corso.

Le regole riguardanti il pignoramenti di beni, auto e casa cambieranno con il nuovo anno e si vedranno certamente delle modifiche legislative sia per quanto riguarda appunto la fase di prelievo e sia cosa succede con il pignoramento presso terzi.

Vediamo dunque come cambieranno le cose.

Pignoramento: ecco come cambiano le cose

Il pignoramento viene notificato al debitore del titolo esecutivo e dell’atto di precetto e deve essere validato in 10 giorni ed eseguito in massimo 90 dall’emissione dell’atto da parte dell’avvocato del creditore.

Per quanto riguarda il pignoramento di beni da terzi, per quanto riguarda beni mobili la competenza è del Tribunale della sede in cui si trovano i beni, mentre per i crediti la competenza è sempre del Tribunale, ma del luogo dove risiede la persona.

A partire dal 22 giugno di quest’anno inoltre bisogna notificare l’avvenuta iscrizione a ruolo sia al debitore esecutato che al terzo pignorato e questa va poi depositata per la procedura esecutiva prima che si verifichi l’udienza dell’atto di pignoramento verso terzi.

Bisogna ricordare comunque che ci sono anche dei limiti al pignoramento di credito, infatti sia per quanto riguarda lo stipendio che la pensione del debitore, il prelievo della somma che deve essere pignorata per ripagare il debito non deve essere mai maggiore di un quinto di esso.

Questa modalità avviene con la cosiddetta cessione del quinto appunto riguardante lo stipendio o la pensione.

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La cifra è comunque variabile solo in casi di particolare rilevanza, come può essere il pagamento degli alimenti per i figli e ancora più variabile se chi deve riscuotere il debito è proprio l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Il pignoramento presso terzi avviane sia se il terzo è in possesso di beni del debitore, sia se debitore vanta crediti nei confronti del terzo.

In caso il debitore risulti nullatenente, e dunque non sia possibile prelevare credito dal suo conto, a quel punto colui che deve riscuotere il debito può rifarsi sui suoi beni.