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Ford, tagli ai posti di lavoro in tutta Europa: i motivi della drastica decisione

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La Ford ha deciso di tagliare molti posti di lavoro in diversi paesi sparsi in giro per l’Europa. Una transizione dovuta ad una concomitanza di eventi piuttosto penalizzanti per i dipendenti 

La crisi di questi ultimi anni ha colpito un po’ tutti i settori, anche quello automobilistico che deve fare i conti anche con importanti cambiamenti. Il tutto purtroppo si traduce con bruschi tagli del personale con diverse persone che restano così senza lavoro.

Anche la Ford in questa fase ha dovuto prendere delle decisioni drastica. La casa automobilistica statunitense ha infatti dichiarato tramite un comunicato ufficiale che nei prossimi tre anni prevede di tagliare 3.800 posti di lavoro in Europa. Andiamo a scoprire tutti i dettagli in merito a questa situazione non propriamente rosea.

Ford: le ragioni e i numeri eclatanti dei tagli del personale

Per quanto concerne le risorse che saranno sollevato dal loro incarico si tratta di risorse umane operanti nel settore dello sviluppo prodotti per un totale di 2800 persone. In amministrazione invece sono 1000 i licenziamenti previsti. La Ford ha fatto presente inoltre che le riduzioni che avverranno attraverso programmi di allontanamento volontario rappresentano circa l’11% della forza lavoro europea, con Germania e Regno Unito tra i paesi più colpiti.

Nello specifico i posti di lavoro soppressi nelle località tedesche di Merkenich-Colonia e Aachen sono circa 2300 mentre Oltremanica 1300. Appena 200 nel resto d’Europa. Ma quali sono i motivi che hanno portato a ciò? In primis l’aumento dei costi e la necessità di avere una struttura meno articolata in vista della transizione verso i veicoli elettrici.

Ford punta a rendere completamente elettrica la sua gamma di vetture entro il 2030 e prevede che due terzi delle vendite di furgoni destinati ad uso commerciale siano ibridi plug-in o elettrici entro il medesimo lasso di tempo.

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Al tempo stesso verranno lanciate delle nuove auto elettriche nel vecchio continente entro la fine dell’anno. Di conseguenza verranno dismesse sia la Fiesta colonna portante della gamma dal 1976 sia la Focus. Questa però entro il 2025. A rischio anche alcuni stabilimenti che potrebbero essere ceduti a terzi.

Non se la passano meglio coloro che lavorano per la Ford negli Stati Uniti. I tagli sono in programma anche in loco. L’amministratore delegato dell’azienda Jim Farley punta a 3 miliardi di dollari di risparmi annui, investendo più di 50 miliardi di dollari nei veicoli elettrici fino al 2026. Insomma, lo scenario non è dei migliori in casa Ford. Si prospettano tempi duri.

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Antonio Pilato